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CULTURA POP

ASOS INCONTRA: GIORGIO POI

Di La Redazione ASOS, 26 luglio 2018

Nato a Novara, vissuto tra Roma, Londra e Berlino: Giorgio Poti, in arte Giorgio Poi, è il globetrotter per eccellenza. E mentre la sua ultima hit Missili in collaborazione con Frah Quintale è ancora on-repeat nelle radio italiane, lui gira il mondo con i Phoenix tra Parigi, New York e Los Angeles. Insomma, la sua agenda è fitta, forse troppo, eppure, tra un tour e l’altro, siamo riusciti a rubargli del tempo. Perché la nuova scoperta del cantautorato indie italiano porta sulle spalle un bagaglio stilistico eclettico.

giorgio poi interview

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Dall’Italia a Londra passando per Berlino. In molti vanno all’estero per restarvi, tu hai scelto di ritornare a casa ed è qui che inizia il tuo successo. Cosa ti ha spinto a prendere questa decisione?

Quando arrivai a Londra nel 2006 vestii subito i panni del “pesce fuor d’acqua”. Superati i dubbi e le paure mi sono deciso ad affrontare il viaggio ed è lì che ho iniziato a cambiare: da pesce di lago qual ero sono diventato pesce di mare. Il mio lago però non l’ho mai scordato e dopo 11 anni ho deciso di tornarci. Adesso, ad un anno di distanza dalla partenza, mi sento appartenere un po’ al lago, un po’ al mare. Forse chissà, resterò sempre con una pinna sul bagnasciuga. 

 

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Gli anni vissuti tra due grandi capitali avranno sicuramente influenzato molto il tuo stile e i tuoi gusti musicali. In che modo credi ti abbiano cambiato?

Per me non è semplice immaginare cosa sarei stato (anche musicalmente) se non fossi mai partito. Non escluderei nemmeno il fatto che se fossi rimasto per sempre in Italia forse non avrei mai fatto canzoni in Italiano, oppure chissà, magari ci sarei arrivato prima.

 

 A proposito di stile: come hai scoperto ASOS e qual è stato il tuo primo acquisto sul sito?

Quando vivevo a Berlino la mia ragazza era solita fare acquisti su ASOS. Una volta comprò una maglietta di una misura troppo grande. La presi io!

giorgio poi interview

Instagram: @sonogiorgiopoi

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Instagram: @sonogiorgiopoi

 “Would be so cool if you opened for us”. È iniziato davvero tutto con questo messaggio tra te e i Phoenix?

In realtà il primo contatto è avvenuto via email. La manager dei Phoenix scrisse a Bomba Dischi perché Branco (il chitarrista) voleva conoscermi. Lui e sua moglie Carine vennero poi a sentire un mio concerto in Toscana e da lì iniziammo a vederci spesso tra Roma, Parigi e Bologna. Poi un giorno arrivò quel messaggio. Feci uno screenshot per mandarlo al gruppo per informarli della cosa e lo ripescai quando venne il momento di annunciare il concerto. Ho pensato fosse il modo più divertente per annunciarlo.

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Missili è una delle nostre hit preferite dell’estate: com’e nata la collaborazione tra te, Frah Quintale e Takagi & Ketra? 

Un giorno Takagi e Ketra mi invitarono nel loro studio per scrivere un pezzo. A fine giornata avevamo la base ma non una linea vocale. Così, negli ultimi 10 minuti, quando sembrava ormai certo che saremmo usciti da lì senza una canzone, mi è venuta un’idea. L’ho scritta di corsa sul telefono e registrata leggendo il testo prima di correre a prendere il treno. Il giorno dopo, mi arrivò una versione con delle strofe di Frah Quintale che facevano tremare i muri e abbiamo deciso di tenerla per noi.

 

 … E “Poi”? What’s next per Giorgio?

Sono appena rientrato da New York, dove ho aperto 5 concerti dei Phoenix al Brooklyn Steel. A settembre aprirò sempre per loro altre 5 date a Los Angeles.

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